Italo magazine intervista Vittorio Vecchione - Vecchione&Partners
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Italo magazine intervista Vittorio Vecchione

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervista a Vittorio Vecchione contenuta all’interno del numero di settembre 2019 del magazine Italo. I sensi del viaggio, rivista mensile di bordo di Italo.  

 

AZIENDE IN CRISI
QUANDO INTERVENIRE?

 

Vittorio Vecchione, della Vecchione & Partners, spiega quanto sia importante il ruolo del consulente di impresa al giorno d’oggi

 

Molto spesso le ragioni della crisi di un’impresa sono legate a fattori endogeni alla gestione aziendale, quali l’organizzazione, la gestione del personale e della finanza aziendale, la tutela del credito (molte PMI a causa del credit crunch hanno difficoltà a crescere o espandersi); aspetti tutti che, quindi, devono essere scrupolosamente curati a prescindere dal pericolo di fallimento. «Fare impresa è difficile e lo è ancor di più senza una programmazione strategica che ne migliori la struttura e la renda capace di superare momenti di crisi oppure, con approccio positivo, che permetta all’imprenditore di cogliere le opportunità di crescita e di cambiamento offerte dal mercato» asserisce Vittorio Vecchione, che da anni si dedica con passione e professionalità alla consulenza strategica aziendale, avvalendosi della preziosa collaborazione di un team altamente qualificato. Specializzato in Corporate, M&A, Spin-off, New Co, Start-up, EquityFundraising, compliance e consulenza giuridica e strategica d’impresa, lo Studio Vecchione& Partners è un importante business partner che, entrando nelle dinamiche economico-commerciali, organizzative e strutturali dell’azienda, non svolge solo un ruolo consulenziale, bensì strategico e decisionale.

Dottor Vecchione, lei parla di un metodo che costituisce il segno distintivo della insegna Vecchione & Partners. In cosa consiste?
«Il mio metodo si fonda su un rapporto quotidiano con l’imprenditore; un affiancamento su misura vissuto sul
piano aziendale a 360 gradi. Le imprese nascono, crescono, si ammalano e vivono momenti di sofferenza; hanno
bisogno di soluzioni strategiche per uscire da situazioni difficili, per gestire le delicate fasi di cambiamento, per
realizzare una ristrutturazione o un riposizionamento sul mercato, per aumentare la redditività o, più semplicemente, per programmare un’ulteriore crescita. Occorrono quindi sensibilità ai cambiamenti, capacità di innovazione e di differenziazione, intuito nell’ottenere vantaggi competitivi che siano sostenibili nel tempo».

Cosa dovrebbero comprendere le aziende?
«In Italia è ancora forte la propensione a considerare il consulente aziendale come un tecnico da coinvolgere nei momenti patologici del business, quando in realtà è molto più complicato, se non addirittura impossibile,
ottenere un buon risultato. Occorre, quindi, una rivoluzione culturale: gli imprenditori dovrebbero comprendere che la figura del consulente d’impresa è indispensabile per un’azienda che miri a crescere. È fondamentale per le
aziende disporre di uno staff esperto e qualificato che parli lo stesso linguaggio del business che vivono ogni
giorno, che prevenga i problemi prima ancora che questi sorgano, che offra soluzioni efficaci a quelli già insorti,
ma soprattutto che sappia perseguire gli obiettivi stessi dell’impresa».

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